• Giordana Mastrosanti

A tutte le donne (che corrono coi lupi).


“Talvolta per la Donna Selvaggia la vita prende una piega sbagliata fin dall'inizio. Molte sono le donne i cui genitori si domandavano stupiti, quando loro erano piccole, e così diverse, come fossero mai riuscite a infiltrarsi nella famiglia. Altri genitori alzavano gli occhi al cielo e le ignoravano o le umiliavano, oppure le osservavano con quel certo sguardo gelido. Le donne che hanno vissuto questa esperienza si facciano cuore. Vi siete vendicate essendo, senza alcuna colpa, bambine difficili da trattare e un'eterna spina nel loro fianco. Forse tuttora ispirate loro un timore vigliacco quando bussate alla loro porta. Niente male come castigo innocente.

Ora cercate di non perdere tempo rimuginando su quanto non vi hanno dato e di dedicarne di più alla ricerca delle persone cui appartenete. Forse non appartenete affatto alla famiglia d'origine. Avete magari un legame genetico, ma per temperamento potreste appartenere a tutt'altro gruppo. O forse appartenete solo superficialmente alla vostra famiglia, mentre la vostra anima fugge, correndo lungo la via ed è ghiottamente felice di mangiucchiare dolcetti spirituali da qualche altra parte”.

“«Quel che soprattutto mi piace», sospirava l'anatroccolo, «è stare sotto il grande cielo azzurro e sotto l'acqua fresca e azzurra».

Per il gatto non aveva alcun senso stare sott'acqua, e criticava l'anatroccolo per i suoi stupidi sogni. Per la gallina non aveva senso avere le piume tutte bagnate, e anche lei prendeva in giro l'anatroccolo. Alla fine fu chiaro che lì l'anatroccolo non avrebbe trovato pace, e quindi se ne andò per vedere se trovava qualcosa di meglio lungo la via. [...]

Ma ecco che riflesso sull'acqua vide un cigno in perfetta tenuta: piumaggio bianco come la neve, occhi color prugna, e tutto il resto. Sulle prime il brutto anatroccolo non si riconobbe, perché era esattamente come quei bellissimi estranei, quelli che aveva ammirato da lontano.

E risultò che in fin dei conti era uno di loro. Per caso il suo uovo era finito in una famiglia di anatre. Lui era un cigno, un glorioso cigno. E per la prima volta i suoi simili gli si avvicinarono e lo sfiorarono con gentilezza e affetto con la punta delle ali. Lo ripulirono con i becchi e nuotarono attorno per salutarlo e dargli il benvenuto”.

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